venerdì 1 febbraio 2013

PSICOLOGIA DELLA COPPIA


Crisi extraconiugale: perché si tradisce



La scoperta o la rivelazione di un tradimento rappresenta una delle circostanze che più sconvolgono l’assetto di una coppia.
Non è possibile identificare uno stesso modo di reagire ad un tradimento perché ogni coppia, che attraversa una crisi con questa modalità di espressione, attribuirà  i più svariati significati e le più singolari motivazioni all’accaduto che sono legati alla fase di vita della coppia, al personale sistema di valori di ogni partner, alle dinamiche individuali e di coppia, come anche al sistema socioculturale di appartenenza.
Le sensazioni classiche da parte di entrambi i membri coinvolti sono disorientamento e irrazionalità, come se si venisse travolti da un uragano, l’uno con la convinzione di averlo subito, l’altro membro con la consapevolezza di essergli andato incontro.
Quando la scelta di tradire avviene in coppie con matrimoni di lunga data  ed entrambi richiedono l’intervento di un terzo competente quale lo psicologo o lo psicoterapeuta, la crisi e il tradimento devono essere inquadrati come un’opportunità di poter sviluppare schemi relazionali di sostegno reciproco che siano più funzionali ai cambiamenti a cui la coppia viene inevitabilmente sottoposta nel tempo.
Di fronte ad una relazione extraconiugale in matrimoni di lunga durata la sopravvivenza del legame e del patto coniugale è sicuramente in pericolo più che in ogni altra crisi del ciclo vitale della coppia, che sia il  distacco dalle famiglie d’origine o la nascita dei figli.
La stabilità di un matrimonio, soprattutto se decennale, porta i coniugi alla convinzione di aver raggiunto le vette più ambite che sono appunto l’unione e la famiglia. In verità proprio tale raggiungimento di obiettivi mette in discussione quelli che sono i bisogni reali di ognuno di loro soprattutto in vista dell’innalzamento dell’età. Il contratto coniugale viene revisionato, rivalutato in virtù di una nuova ricerca di equilibrio tra dipendenza/indipendenza, autonomia e gli schemi classici a cui sono abituati che soffocano i reali bisogni individuali.
La crepa che va a prodursi diventa un fertile terreno per far sorgere una crisi extraconiugale. È possibile identificare quelli che sono i segnali dell’insorgere di una crisi del genere in cui ricorrere a una relazione extraconiugale appare una soluzione appetibile:
-          Evitamento costante dei conflitti: le conflittualità sono nascoste o tenute fuori dal matrimonio e il rapporto è mantenuto rigidamente stabile. Tuttavia l’apparente fiducia è una base poco solida in quanto non si basa sulla soddisfazione vicendevole di necessità reali;
-          Evitamento dell’intimità: alcune coppie prevedono un rapporto privo di intimità sin dall’inizio, altre ci arrivano nel tempo. Il distacco emotivo che si crea dall’impossibilità di condividere sensazioni personali e problemi limita il vissuto emotivo dei coniugi, pertanto una nuova avventura serve a riaccendere sessualmente ed emotivamente il coniuge per confermare la sua capacità di desiderare ed essere desiderato;
-          Rapporti sessuali insoddisfacenti: quando uno o entrambi i coniugi rinunciano ad affrontare problemi sessuali quali disfunzioni, mancanza di desiderio, di sensibilità sessuale o l’utilizzo del sesso come imposizione di potere;
-          Il mito del matrimonio e della famiglia ideale: sono quei coniugi considerati coppie ideali, ma che fondano la loro relazione sulla famiglia più che sul reale legame intimo ed emotivo;
-          Squilibrio di potere nel rapporto: il blocco della coppia resta tale perché nessuno dei due si sente in grado di fare il primo passo per romperlo. Si avalla l’idea che la simmetria tra i due sia necessaria non riconoscendo l’importanza di esprimere la propria diversità;
-          Sfide alla struttura coniugale: tipico della nostra società in cui i ruoli tra moglie e marito sono delineati anche dalle posizioni socio economiche. Pertanto se una moglie persegue obiettivi lavorativi che la portano a guadagnare più del marito si può creare uno sbilanciamento di potere nella relazione che spinge l’altro alla ricerca di conferme del suo ruolo di “maschio” in relazioni extraconiugali. Lo stesso accade quando è il lavoro ad assorbire pienamente l’uomo lasciando la donna in uno stato di solitudine.
L’intervento terapeutico con coppie in cui uno dei partner ha tradito o continua a tradire prevede un lungo percorso di rivelazione reciproca. Il sistema include simbolicamente anche la presenza del terzo (amante) che non può essere escluso nella ricostruzione delle dinamiche che la coppia porta in terapia. Il primo passo è rappresentato dall’assunzione da parte di entrambi delle responsabilità delle proprie azioni e dal riconoscimento delle conseguenze che esse hanno e avranno sul coniuge e sulle altre persone della famiglia. L’obiettivo da raggiungere diventa la “scelta del coniuge tradito” nella sua totalità, ossia l’intenzione di impegnarsi nel rapporto per raggiungere nuovamente una vera intimità domestica, in tutti i suoi più velati significati.

"La Crisi della Coppia" Cortina Editore 1999
Dott.ssa I. Siena